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17-11-2017
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Slow Food a Castel del Giudice: chiusi i lavori degli stati generali degli Appennini

Slow Food a Castel del Giudice: chiusi i lavori degli stati generali degli Appennini
Data di pubblicazione: 01/01/2016
 

Terminati i secondi Stati Generali delle Comunità dell’Appennino a Castel del Giudice, con oltre 150 agricoltori, allevatori, artigiani e rappresentanti di enti e consorzi sono stati chiamati a raccolta da Slow Food Italia. L'obiettivo dell’incontro, come anticipato, è stato quello di fare il punto sullo stato delle terre alte e rilanciare una nuova stagione di rinascita sociale, economica e culturale dei territori della dorsale italica. Il comune di Castel del Giudice, nella figura dell'amministrazione comunale e dei cittadini, sono lieti di comunicare il buon esito dell'importante manifestazione, che ha visto Castel del Giudice in prima fila, riempita e contornata da allegria, da balli e canti, da moltissime persone che hanno invaso le strade del paese circondate da buonissimi e pregiatissimi prodotti artigianal di numerosi enti e consorsi molisani.

Tra le varie importanti figure era presente anche il presidente della regione Molise Paolo di Laura Frattura, che come spesso accade ha riempito di parole di orgoglio e di esempio il nostro paese, volendo rimarcare il lavoro svolto dall'amministrazione in questi anni:

"Quest’occasione ci aiuta a trasformare la difficoltà e la marginalità della montagna in un’opportunità, soprattutto per la nostra Regione. Ben volentieri accoglieremo i suggerimenti delle commissioni che, del resto, rispecchiano in buona parte quanto già fatto proprio qui a Castel del Giudice, esempio virtuoso in cui grazie alla sinergia tra il pubblico e privato, siamo riusciti a valorizzare territorio, cultura e identità"

Anche Gaetano Pascale, presidente di SlowFood Italia, ha voluto sottolineare l'importanza di questi incontri e mandare un messaggio concreto:

"Utilizzeremo la nostra rete e i nostri strumenti per intervenire sui modelli di produzione e distribuzione del cibo, favorendo meccanismi che possano sostenere l’agricoltura montana. Agevoleremo percorsi di sostegno e promozione per i produttori delle aree appenniniche come abbiamo fatto per i Presìdi Slow Food, un sistema che ha aiutato e potenziato tantissime produzioni a rischio di estinzione in Italia e nel mondo. Ci impegneremo a moltiplicare le attività di Slow Food nelle aree appenniniche e far passare il messaggio che queste non sono aree svantaggiate, ma danneggiate da politiche miopi, nonostante abbiano tutte le potenzialità per garantire un alto livello di benessere. E noi di Slow Food non vogliamo solo fare ma anche far fare, spingere le istituzioni affinché mettano in campo misure che realmente creino benessere, occupazione e vantaggi agli eroi che vivono la montagna. Un esempio potrebbe essere l’indicazione dell’origine per i prodotti di montagna da indicare nelle etichette: il consumatore ha tutto il diritto di conoscere da dove proviene il cibo che sceglie e il produttore il diritto di differenziarsi e di evidenziare il valore aggiunto del suo prodotto. Infine, la ricerca deve partire dalle esigenze di chi vive questi territori e non da chi sa quali interessi. Concludo con l’invito alla rete di Slow Food ad arricchire i documenti prodotti dalle commissioni in questi giorni. Un lavoro che ci permetterà di arrivare ai prossimi Stati Generali con una progettualità sul futuro dell’Appennino condivisa dall’associazione della Chiocciola." (per saperne di più cliccaqui)

Orgogliosi della riuscita di questa manifestazione, riportiamo anche il bellissimo articolo di Michela Marchi (Sloow Food), che descrive così l'evento in se per se e Castel del Giudice in questo bellissimo articolo che ha intitolato proprio "La magia di Castel del Giudice":

"Al ritorno da Castel del Giudice, chiusi i lavori degli Stati Generali degli Appennini, presi forse da un po’ dalla nostalgia, vogliamo raccontarvi la storia del caloroso borgo che ci ha accolti. Perché Slow Food Italia ha scelto Castel del Giudice non a caso. E questo potevate immaginarlo, ma non sono pochi i motivi per cui abbiamo voluto incontrarci qui, proprio al centro di una regione (a torto) dimenticata. Non è facile da raggiungere, sembra lontano da tutto, ma sarebbe davvero un peccato non conoscerla meglio, approfittare di paesaggio, gastronomia, musiche ma soprattutto della gioiosa gentilezza di chi vi accoglie e che fa sembrare tutto ancor più bello.

E questo è uno dei motivi della scelta: impegnarci per la narrazione di luoghi che, come ci ha ricordato Gaetano Pascale ieri nella giornata di chiusura lavori degli Stati, «Non sono aree svantaggiate, ma danneggiate da politiche miopi». E allora rinnoviamo l’invito ad approfondire, imparare, scoprire e visitare queste terre con curiosità: non abbiate paura di fare domande e non ve ne pentirete. Il secondo motivo è che Castel Del Giudice sta vivendo una bella avventura che speriamo possa essere da esempio altrove. E comunque ci piace raccontarvela, che le storie positive a inizio settimana fanno sempre bene.Per capirci meglio partiamo da capire dove siamo e di chi stiamo parlando.

Castel del Giudice è un minuscolo comune in provincia d’Isernia, nel Molise altio al confine con l’Abruzzo. Posizione non proprio facile: siamo a dieci chilometri da Capracotta (il comune più alto dell’Appennino), ai confini con la provincia dell’Aquila. Case di pietra per 350 abitanti per lo più anziani, caratteristica prima dello spopolamento che martoria le aree di montagna. E ora si capisce di chi stiamo parlando, perché poteva vincere lo sconforto, l’abbandono allo status quo e invece ha vinto il carattere. Guidati dal buon senso e anche dalla lungimiranza dell’amministrazione comunale (ha iniziato l’attuale sindaco Lino Gentile dal 1999 al 2009, seguito da Giuseppe Cavaliere e ora ancora di nuovo Gentile), gli abitanti, insieme, si sono rimboccati le maniche per dare vita a un bel modello di sviluppo locale, condiviso e partecipato. Che in soldoni significa aver fondato tre società, una ogni 110 abitanti, un azionariato popolare con la partecipazione diretta dei cittadini in qualità di soci investitori. In tre mosse che speriamo possano ispirare tante altre amministrazioni e comunità.

Primo step: pensare al valore della vecchiaia, alla ricchezza della memoria, al benessere della comunità tutta che passa dalla cura degli anziani. Il Comune dunque ha recuperato l’edificio scolastico, inutilizzato, e spinto all’avvio di una società fra i cittadini che hanno messo a disposizione il capitale necessario alla realizzazione di una Casa di riposo. Risultato: gli anziani vivono in paese insieme alle famiglie e 20 persone hanno trovato lavoro. La crisi si è trasformata in opportunità: occupazione e soprattutto la nascita di un luogo di incontro studiato per rafforzare il tessuto sociale e lo scambio generazionale.

Step due: riappropriarsi dei terreni agricoli abbandonati incolti da anni. E anche qui l'amministrazione comunale ha lanciato la sfida e si è fatta promotrice di una società (Società Agricola Melise S.r.l.) per il recupero dei terreni agricoli in abbandono e la coltivazione di mele, susine, ciliegie, fragole, farro, completata da trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Morale della favola: quattro ragazzi hanno trovato un buon lavoro e circa una ventina di stagionali danno loro una mano per coltivare 50 ettari mele, 3 ettari ciliegie, 15 ettari farro. Tutto biologico, che ve lo diciamo a fare.

Punto tre, accogliere i turisti. Anche questa volta la crisi è diventata opportunità. C’erano le stalle del paese rimaste vuote a causa dello spopolamento. Riboccate le maniche il Comune contatta due imprenditori e gli propone la svolta: un “albergo diffuso” che può ospitare fino a 150 persone. Alla fine dell’opera è nato Borgo Tufi, un “paese albergo”, aperto alla comunità di Castel del Giudice che vivono il borgo nelle aree comuni, scelgono i ristoranti, partecipano agli eventi. Come appunto gli Stati Generali delle Comunità dell’Appennino.

E allora ancora diciamo grazie a questa gioiosa comunità, grazie soprattutto per la bella energia e i sorrisi e per il buon umore che ci hanno saputo infondere. E a tutti gli altri diciamo: andate a vedere con i vostri occhi, riflettete su questo esempio e se ci riuscite imitateli!!!"

Per vedere l'articolo in questione cliccate qui -> Slow Food Italia - La Magia di Castel del Giudice

Per osservare tutte le splendide foto realizzate da Emanuele Scocchera, vi invitiamo a cliccare "Mi Piace" sulla nostra pagina Facebook "Comune di Castel del Giudice" e sul link di seguito--> Foto Slow Food - Stati Generali dell'Appennino