Comune di Castel Del Giudice

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27-05-2017
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Leggenda

MadonnaDa secoli si narra tra la nostra gente, che il paese, attualmen­te localizzato in Castel del Giudice. antichissimamente si trovava nel luogo, ora ricoperto dal laghetto denominato “ SALETTA “ , a due­cento metri distante dal fiume Sangro, vicinissimo all' omonimo San­tuario.
Si era in piena estate; quella popolazione, che aveva merita­to i più gravi castighi dal Cielo per la malvagità e la dimenticanza della legge divina, era affaccendata al massimo per la raccolta e treb­biatura del grano.

Un'ultima eccezionale prova ebbe dalla misericordia di Dio, prima che giungesse al colmo la Giustizia divina. Nel villaggio, si presentò una donna pellegrina, con un bimbo in braccio, affaticata e stanca. Era sfinita, chiese ospitalità, un po' di elemosina. Ma in malo modo fu scacciata e allontanata.

Troppe occupazioni vi erano e non si aveva tempo di pen­sare ad una estranea accattona

La pellegrina, addolorata, Si discostò col cuore straziato e la giustizia di Dio piombò. Il paese fu sommerso dalle acque: nes­suno si salvò.

Chi nel cuore della notte si reca al laghetto, vede quasi una fantasmagorìa di persone che si muovono; e, al riflesso della luna, al momento culminante del plenilunio, chi si affaccia tra i giun­chi e i salici, vede ancora rispecchiarsi le case, le strade, i muri ecc.

A conferma del racconto, nell'immediata campagna circo­stante si rinvengono, zappando, embrici di tetto, mattoni, muri, oggetti casalinghi e molte ossa umane.

La pellegrina, che era la Madonna col Bambino, salì la stradetta che porta su la sovrastante collina. Vicino ad un gran mas­so di pietra, Si fermò e si pose a sedere, col Bimbo .sulle ginocchia, per riposarsi. La pietra, più docile del cuore degli uomini, s'incurvò dolcemente a forma di sedile, perché meno dura fosse per quella stanca Madre. Ma il serpente volle insidiare ancora e strisciò sulla pietra, calcando tanto sul masso per nascondersi, che il masso cedé.

Ancor oggi si vedono le spire del serpe incavate che da ter­ra vanno fino al punto dove era il calcagno della Vergine Santa.

Poi Maria riprese il cammino e sostò sulla collina, dove ha voluto il suo SANTUARIO, a riparazione e per proteggere da nuo­vi tremendi castighi quanti a LEI ricorrono.

Sorsero abitazioni intorno: forse vi fu un convento, come appare da liet'i scavi circostanti. Grande devozione e illimitata spe­ranza per la vita eterna, fu farsi seppellire, dopo morte, intorno alle mura della chiesa, dove infatti si rinvengono innumerevoli mucchi di ossa umane.

Si narra che ad un dato momento il bel quadro della Ma­donna fosse rapito dai devoti della vicina Capracotta, i quali pen­savano dare più onore, innalzando un nuovo Santuario. Nella notte, l'immagine santa. miracolosamente da sé tornò al luogo sacro della Saletta, rientrando nella sua chiesa per la stretta e alta finestrella - mirabilmente senza opera umana apertasi - sulla parete del la­to di Capracotta. Due Angeli, nell'interno, solto la cupola, guarda­no il ritorno della Vergine, mentre altri due, sorridono al popolo per l'avvenuto ritorno.

Da allora Maria è là, materna eccelsa Castellana, da dove vi­gile guarda e protegge tutti i paesi dell'alta vallata del Sangro, che gioiscono di formare quasi una corona di glorie a lei dai pic­chi e monti che la circondano.

Parroco Don Antonio Battista settembre 1956